ZeekRewards prometteva agli affiliati una quota dei profitti giornalieri di Zeekler, un sito di aste online al centesimo. Per la SEC e per la giustizia penale USA era uno schema Ponzi: il fondatore Paul Burks è stato condannato a 176 mesi di carcere, condanna confermata in appello nel 2018.
Anni 2010-2012Paesi Stati Uniti (sede in North Carolina), partecipanti in molti paesi
ZeekRewards si presentava come la divisione pubblicitaria “privata, solo su invito” di Zeekler.com, un sito di aste online. Agli affiliati veniva proposto di condividere i guadagni dell’azienda: fino al 50% dei profitti netti giornalieri, distribuiti tramite punti.
Il meccanismo sembrava concreto. Si compravano “VIP bids”, le puntate per le aste, che davano diritto a punti VIP. Più punti avevi, più grande era la tua fetta dei profitti di ogni giorno. Si poteva guadagnare anche reclutando nuovi affiliati o sottoscrivendo un abbonamento.
Secondo la SEC, i calcoli portavano di solito a un rendimento di circa l’1,5% al giorno. Il Dipartimento di Giustizia riporta che a un certo punto agli investitori veniva garantito un ritorno del 125%. Chi voleva poteva incassare o reinvestire per salire di livello, con conference call settimanali ed eventi “Red Carpet” a tenere alto l’entusiasmo.
Le aste producevano ricavi minimi. Come ha scritto la Corte d’appello del Quarto Circuito, un affiliato guadagnava solo quando altri affiliati compravano VIP bids o abbonamenti: il modello “derubava Pietro per pagare Paolo”. Secondo il Dipartimento di Giustizia, circa il 98% dei soldi in entrata veniva dalle vittime e serviva a pagare chi era entrato prima.
I “profitti giornalieri” non avevano basi: il tribunale ha accertato che non esisteva una contabilità per calcolarli e che i numeri di ogni giorno venivano inventati. Nel luglio 2012, secondo la SEC, l’azienda aveva incassato circa 162 milioni di dollari e ne aveva pagati circa 160. Bastava un rallentamento delle iscrizioni per far saltare tutto. Ed è quello che è successo: le nuove adesioni sono calate e chi era entrato per ultimo è rimasto senza modo di recuperare quanto aveva versato.
Ad agosto 2012 gli impegni dichiarati verso i partecipanti sfioravano i 3 miliardi di dollari, contro 340 milioni disponibili. Il fondatore, sempre secondo il Dipartimento di Giustizia, aveva dirottato su di sé circa 10,1 milioni.
Bell v. Disner, n. 18-1149: causa dell'amministratore giudiziario contro la classe dei "net winner"
Il 17 agosto 2012 la SEC ha bloccato ZeekRewards con un congelamento d’urgenza dei beni. Paul Burks ha chiuso la causa civile con la SEC senza ammettere né negare le accuse, accettando una sanzione di 4 milioni di dollari e la nomina di un amministratore giudiziario per recuperare e distribuire i fondi.
Sul piano penale, nel luglio 2016 una giuria federale lo ha dichiarato colpevole di cospirazione per frode telematica e postale, frode telematica e postale e cospirazione per frode fiscale. Nel febbraio 2017 è stato condannato a 176 mesi (circa 14 anni e 8 mesi) e a 244 milioni di dollari di restituzioni. La Corte d’appello del Quarto Circuito ha confermato la condanna nel 2018. Due ex dirigenti sono stati condannati a 90 e 24 mesi.
L’amministratore giudiziario ha anche fatto causa ai “net winner”, gli affiliati che avevano incassato più di quanto versato, per recuperare somme da redistribuire alle vittime.
Approfondimento: Zeek Rewards.
Oltre 900.000 vittime e uno schema da circa 900 milioni di dollari (Dipartimento di Giustizia USA, 2017); la SEC nel 2012 parlava di oltre 1 milione di clienti e 600 milioni raccolti.
Circa il 90% degli affiliati ha perso denaro, per circa 822,9 milioni di dollari; circa l'8% ha guadagnato circa 282,1 milioni (stima di un perito citata dalla Corte d'appello del Quarto Circuito, 2019).
Agosto 2012: impegni per quasi 3 miliardi, disponibili 340 milioni (DOJ, 2017).
Un rendimento fisso ogni giorno, legato a profitti che nessuno può verificare, è il segno classico di uno schema Ponzi. E chi ci guadagna all'inizio può essere chiamato a restituire.
Ultima revisione: 14 Ottobre 2026
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Opportunità vera o schema piramidale?