Attiva
Casa

Tupperware

Tupperware è il marchio americano dei contenitori per alimenti, nato nel 1946 e famoso per le vendite durante le riunioni a casa. Nel settembre 2024 la capogruppo statunitense è entrata in Chapter 11; in Europa, Italia compresa, il marchio è oggi distribuito da OOBO (Tupperware France), una società francese rilevata nel 2025 da nuovi soci. Le riunioni con le consulenti sono ripartite, ma i dettagli su guadagni e condizioni in Italia non sono pubblici.

Di Gianfranco, aggiornato il 14 Ottobre 2026

La storia

Tupperware nasce nel 1946 negli Stati Uniti grazie al chimico Earl Tupper, che inventa un contenitore in polietilene con chiusura ermetica. All’inizio i negozi non riescono a venderlo, perché il cliente non capisce come funziona la chiusura. La svolta arriva negli anni Cinquanta con Brownie Wise, una ex venditrice di Stanley Home Products (l’attuale Stanhome), che inventa i Tupperware Party: riunioni a casa di una padrona di casa, con amiche e vicine, dove il prodotto viene mostrato e venduto.

Questo modello, chiamato party plan, è rimasto il cuore dell’azienda per decenni, affiancato poi dalla vendita online. Nel 2021 il gruppo fatturava 1,6 miliardi di dollari ed era presente in circa 70 Paesi.

Poi la crisi. Nell’aprile 2023 Tupperware dichiara dubbi sulla propria capacità di continuare l’attività: la rete di venditori si era ridotta del 18% nel solo 2022, la concorrenza dei prodotti economici era forte e la plastica era diventata meno attraente per i consumatori più giovani. Nel settembre 2024 la capogruppo americana entra in Chapter 11 davanti al tribunale fallimentare del Delaware, dichiarando oltre 1,2 miliardi di dollari di debiti. Il 29 ottobre 2024 il giudice approva la vendita del marchio e di alcune attività a un gruppo di creditori, per 23,5 milioni di dollari in contanti più oltre 63 milioni di debiti cancellati. Nasce così The New Tupperware Co., che riparte da otto mercati extraeuropei.

In Europa la storia prende un’altra strada. Nel 2025 Tupperware France, che serviva anche Belgio, Germania, Italia e Polonia, viene rilevata da una cordata guidata dall’imprenditore francese Cédric Meston insieme all’ex management, e ottiene in esclusiva la distribuzione del marchio. La società si chiama oggi OOBO, ma i prodotti mantengono il nome Tupperware. Secondo ItaliaOggi (maggio 2026), circa il 70% delle vendite arriva ancora dalla rete di venditori indipendenti e l’obiettivo è 100 milioni di euro di fatturato entro fine 2026.

I prodotti

Contenitori per conservare alimenti (frigo, freezer, dispensa), utensili da cucina, ciotole e insalatiere, prodotti per microonde e friggitrice ad aria, pentole e padelle, borracce e bottiglie termiche, linee in vetro e in plastica riciclata

Come funziona

Oggi in Italia i prodotti Tupperware si comprano in due modi: online sul sito tupperware.it, gestito da OOBO, Tupperware France con sede a Parigi, oppure tramite una consulente durante una riunione a casa. Sul sito c’è una mappa per trovare la venditrice più vicina e un modulo per chi vuole diventare consulente o organizzare una riunione.

Il modello è il classico party plan: una padrona di casa invita amiche, parenti o colleghe; la consulente mostra i prodotti e raccoglie gli ordini; la padrona di casa riceve un omaggio legato al venduto.

Quello che non è pubblico, al momento, sono le condizioni per le consulenti in Italia: tipo di contratto, percentuali, costo dell’eventuale kit iniziale, obiettivi minimi. Il sito invita solo a contattare l’azienda o la consulente più vicina. Se stai valutando di entrare, chiedi tutto per iscritto prima di firmare o di acquistare materiale.

Un’avvertenza pratica: molte ricerche su Tupperware riguardano mail e post falsi che promettono set Tupperware in regalo a nome di supermercati come Esselunga o Conad, in cambio di un sondaggio e di pochi euro di spedizione. Sono tentativi di phishing che non c’entrano con l’azienda: servono a rubare dati personali e bancari.

Piano compensi e guadagni

Per l’Italia non ho trovato un piano compensi pubblico di OOBO, Tupperware France: il sito ufficiale non indica percentuali, bonus o requisiti per le consulenti, e nessuna fonte affidabile li riporta. Per questo preferisco non indicare cifre.

Nel modello party plan la consulente guadagna di solito un margine o una provvigione sulle vendite fatte durante le riunioni, e la padrona di casa riceve omaggi in base al venduto. Con le consulenti che fanno crescere un proprio gruppo possono esistere bonus sulle vendite del gruppo: se è così anche nella nuova organizzazione, è un elemento da capire bene, perché sposta l’attenzione dalla vendita al reclutamento.

La income disclosure pubblicata sul sito americano riguarda la società statunitense, che è un’azienda diversa da quella che opera in Italia, quindi non è utile per capire quanto si guadagna qui.

Le domande da fare prima di iniziare: quanto guadagno su 100 euro venduti, devo comprare un kit o un campionario e a che prezzo, ci sono ordini minimi per restare attiva, cosa succede ai prodotti che restano invenduti, come si recede dal contratto. Se le risposte sono vaghe o arrivano solo a voce, prenditi tempo prima di decidere: un’azienda seria non ha problemi a mettere le condizioni nero su bianco.

Provvedimenti e sanzioni

  • Tribunale fallimentare del Delaware (Stati Uniti)29 Ottobre 2024

    Nell'ambito del Chapter 11 avviato a settembre 2024, approvata la vendita del marchio e di alcune attività di Tupperware Brands a un gruppo di creditori (23,5 milioni di dollari in contanti più oltre 63 milioni di debiti cancellati)

    Leggi il provvedimento

Il mio parere

Tupperware ha inventato il modello delle riunioni a casa e il prodotto è conosciuto da tutti: in Italia il nome è quasi sinonimo di contenitore per alimenti. Questo aiuta molto chi vende, perché non devi spiegare cos’è.

Il punto debole è la fase di transizione. La capogruppo americana è entrata in Chapter 11 nel 2024 e ha ceduto il marchio ai creditori, e in Europa il marchio è ripartito con una nuova società francese, OOBO, nata nel 2025. Le notizie sul rilancio sono incoraggianti, ma per l’Italia mancano informazioni pubbliche chiare su contratto e guadagni delle consulenti.

Può avere senso se ti piace organizzare incontri con persone che conosci e credi nel prodotto. Prima di entrare, però, chiedi per iscritto chi è la società con cui firmi, quanto guadagni su ogni vendita, se devi comprare un kit e cosa succede se smetti.

Domande frequenti

Tupperware è fallita?

La capogruppo americana Tupperware Brands è entrata in Chapter 11 nel settembre 2024 e a ottobre 2024 il tribunale del Delaware ha approvato la vendita del marchio ai creditori. In Europa, Italia compresa, il marchio è oggi distribuito da OOBO, Tupperware France, società rilevata nel 2025 da nuovi soci guidati da Cédric Meston. I prodotti si comprano sul sito tupperware.it e tramite le consulenti.

Tupperware è una truffa?

No, Tupperware è un marchio reale con una lunga storia. Le ricerche su 'truffa' riguardano quasi sempre email, sondaggi e post sui social che promettono set Tupperware gratis a nome di Esselunga, Conad o altri supermercati, chiedendo pochi euro di spedizione. Sono tentativi di phishing per rubare dati e carte: non cliccare i link e verifica sempre sui canali ufficiali.

Quanto guadagna una consulente Tupperware?

Per l'Italia non esiste un piano compensi pubblico della nuova società distributrice. Secondo ItaliaOggi (maggio 2026) i circa 20.000 venditori indipendenti di OOBO guadagnano commissioni tra il 20 e il 25% sulle vendite. Percentuali, obiettivi ed eventuali costi vanno comunque chiesti per iscritto all'azienda prima di iniziare.

Come si diventa consulente Tupperware?

Sul sito tupperware.it c'è la sezione Diventare consulente con un modulo di contatto e una mappa delle venditrici. Puoi scrivere all'azienda o contattare la consulente più vicina. Prima di firmare chiedi con quale società stipuli il contratto, quanto costa l'eventuale kit e se ci sono ordini minimi.

Dove si comprano oggi i prodotti Tupperware in Italia?

Online sul sito tupperware.it, gestito da OOBO, Tupperware France, distributore ufficiale per Italia e altri Paesi europei, oppure tramite una consulente durante una riunione a casa. Il sito indica la consegna gratuita oltre una certa soglia di spesa e permette di trovare la venditrice più vicina.

Ultima revisione: 14 Ottobre 2026

Le informazioni di questa pagina sono state raccolte da fonti pubbliche disponibili in rete, citate qui sopra, e non ci sono state fornite dalle persone o dalle aziende di cui parliamo. Le riportiamo con cura e in buona fede, ma potrebbero essere incomplete, non aggiornate o imprecise: prendile come un punto di partenza e verifica sempre alla fonte prima di prendere decisioni. Vita da Networker non può assumersi responsabilità per l’uso che ne viene fatto. La scheda è indipendente: non è affiliata né sponsorizzata dall’azienda. Se sei direttamente interessato e qualcosa non è corretto, scrivici: verifichiamo e correggiamo.

In breve

Fondata nel
1946
Paese d'origine
Stati Uniti
Settore
Casa
Modello
Party plan
Stato
Attiva
Associazione di categoria
Nessuna
Sito ufficiale
www.tupperware.it

In questa pagina

Esperienze dei lettori

Racconti di chi ci ha lavorato o ci lavora. Li leggiamo uno per uno prima di pubblicarli.

Ancora nessuna esperienza pubblicata su questa azienda. Puoi essere il primo a raccontare la tua.

Racconta la tua esperienza

Pubblichiamo solo nome, data e racconto. L’email resta privata: la usiamo per chiederti qualche dettaglio e per dirti se la tua storia è stata pubblicata.
…