
Storie di networker
Distributrice indipendente Nu Skin, Nu Skin Enterprises (Taiwan), Hsinchu, Taiwan
Tiffany Yeh è una ricercatrice taiwanese che nel 1992 ha iniziato con Nu Skin accanto al suo lavoro, lasciandolo solo dodici anni dopo. La sua storia conta perché mostra un percorso lento e graduale, in cui la vendita ai clienti pesa più del reclutamento.
Nel 1992 Tiffany Yeh torna a Taiwan dopo gli studi post laurea in Missouri, negli Stati Uniti, e trova lavoro all’Industrial Technology Research Institute, uno dei principali istituti di ricerca tecnologica dell’isola. Vive a Hsinchu, la città dei parchi scientifici.
Nello stesso anno un cugino (la fonte inglese dice “cousin”) le presenta Nu Skin Enterprises, che aveva appena aperto la sua filiale taiwanese. Secondo la storia aziendale ricostruita da FundingUniverse, Nu Skin Taiwan apre proprio nel gennaio 1992. Tiffany è colpita dai prodotti per la cura della pelle e dalla filosofia dell’azienda, e si iscrive subito come distributrice.
Il punto chiave è quello che non fa: non lascia il lavoro. Per dodici anni porta avanti l’attività accanto al suo impiego da ricercatrice. Solo dopo, come racconta a Taiwan Business Topics (la rivista della Camera di commercio americana a Taiwan) nel 2020, decide di dedicarsi a tempo pieno alle vendite Nu Skin.
Il contesto aiuta a capire la scelta. Già all’inizio degli anni Novanta, secondo la stessa ricostruzione di FundingUniverse, circa il 10% della popolazione taiwanese era coinvolto nella vendita diretta, soprattutto di prodotti nutrizionali, in un settore che il governo regolava con attenzione. Tiffany entra quindi in un mercato già affollato, partendo da prodotti che usava e apprezzava, senza fretta di trasformarli in un reddito principale.
Le fonti disponibili non raccontano crolli o fallimenti personali di Tiffany Yeh, e sarebbe scorretto inventarli. Raccontano però le difficoltà strutturali di chi fa network a Taiwan, che sono le stesse con cui ha dovuto convivere per tutta la sua carriera.
La prima è il tempo. Per dodici anni ha gestito due attività insieme: un lavoro da ricercatrice e una rete di clienti e collaboratori. Lei stessa ammette di non riuscire a dire quante ore dedichi all’attività, perché la linea tra vita sociale e lavoro è sottile. Racconta che a volte, quando è con gli amici, loro comprano prodotti o le fanno domande su come fare Nu Skin. È una forza, ma anche un rischio: chi fa network deve stare attento a non trasformare ogni amicizia in un’occasione di vendita.
La seconda è la concorrenza. Secondo l’indagine 2018 della Fair Trade Commission di Taiwan, citata da Taiwan Business Topics, circa 3 milioni di taiwanesi, intorno al 13% della popolazione, avevano avuto un legame con il network marketing nell’anno precedente. Il Taipei Times riporta per la fine del 2018 3,08 milioni di partecipanti e un calo del fatturato del settore del 6,31%, attribuito in parte all’e-commerce.
La terza è la realtà economica media. Sempre secondo i dati FTC riportati da Taiwan Business Topics, solo il 27,15% dei partecipanti ha ricevuto pagamenti nel 2018, con un importo medio annuo di 46.427 dollari taiwanesi. La maggior parte delle persone, insomma, non guadagna o guadagna poco.
La prima scelta che emerge dalla sua storia è la prudenza: non lasciare il lavoro finché l’attività non è solida. Dodici anni sono tanti, ma le hanno permesso di costruire senza la pressione di dover guadagnare subito.
La seconda è il peso dato alla vendita. Tiffany lo dice in modo esplicito a Taiwan Business Topics: “Nel complesso, credo di dedicare più tempo alla vendita al dettaglio che al reclutamento”. In un settore dove molti puntano tutto sull’allargare la rete, lei mette al centro i clienti che usano i prodotti.
La terza riguarda le motivazioni. Secondo l’articolo, guadagnare molto non era il suo obiettivo principale. Apprezza la flessibilità, la libertà di lavorare in proprio e la soddisfazione di “aiutare le mie downline a sviluppare la loro attività”.
Infine, ha lavorato in un quadro di regole chiare. Dal 29 gennaio 2014 Taiwan applica una legge specifica sulle vendite multilivello (Act Governing Multi-Level Sales), che, secondo lo studio legale Lee and Li, vieta i sistemi in cui commissioni e bonus derivano principalmente dal reclutamento, porta a 30 giorni il diritto di recesso senza motivo e obbliga le aziende a rimborsare la merce senza penali. Un modello centrato sulla vendita reale è anche quello più coerente con queste regole.
Inizio con Nu Skin: 1992, lo stesso anno in cui la filiale di Taiwan apre (gennaio 1992, secondo FundingUniverse). Passaggio al tempo pieno: dodici anni dopo, secondo Taiwan Business Topics (2020). Settore a Taiwan nel 2018: circa 3 milioni di partecipanti e solo il 27,15% ha ricevuto pagamenti, con una media di 46.427 dollari taiwanesi l'anno, secondo i dati della Fair Trade Commission riportati da Taiwan Business Topics. Fatturato del settore 2018: 83,03 miliardi di dollari taiwanesi, in calo del 6,31%, secondo il Taipei Times.
Se hai un lavoro, non lasciarlo per entusiasmo: fallo solo quando i numeri reali lo giustificano, anche se servono anni. E costruisci prima una base di clienti che usano davvero i prodotti, perché è quella che regge quando il reclutamento rallenta.
Ultima revisione: 14 Ottobre 2026
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