OneCoin vendeva pacchetti di formazione che davano diritto a una criptovaluta presentata come la nuova Bitcoin. In Italia l'Antitrust lo ha sanzionato nel 2017 come sistema piramidale; negli Stati Uniti il cofondatore Sebastian Greenwood è stato condannato a 20 anni, mentre la fondatrice Ruja Ignatova è latitante dal 2017.
Anni 2014-2017Paesi Bulgaria (sede), Italia, Stati Uniti, diffusione in molti paesi
La proposta arrivava quasi sempre da un conoscente o da una presentazione: un’occasione per entrare presto in una criptovaluta destinata a crescere come Bitcoin. Non si comprava direttamente la moneta. Si comprava un pacchetto di formazione che conteneva dei token, da trasformare in OneCoin attraverso un presunto “mining”.
Nei materiali esaminati dall’AGCM, in Italia i kit andavano da 110 a 13.750 euro, più 30 euro di attivazione. Le proiezioni erano vertiginose: il pacchetto più caro, da 27.530 euro, avrebbe portato a circa 3.000.000 di euro in due anni. Si parlava anche di guadagni fino a 5.000 euro al giorno e 35.000 a settimana, grazie a cinque tipi di bonus legati all’ingresso di nuovi membri.
Il messaggio di fondo era semplice: il valore della moneta poteva solo salire, e chi entrava per primo e portava altre persone avrebbe guadagnato di più.
Secondo la procura federale di New York, il prezzo di OneCoin non lo faceva il mercato: lo fissava l’azienda. Il valore dichiarato è salito da 0,50 euro a circa 29,95 euro e non è mai sceso. Le “mining pool” in cui si sarebbe entrati con i pacchetti non esistevano, e mancava una vera blockchain pubblica e verificabile. Già da marzo 2015, secondo il Dipartimento di Giustizia, venivano assegnate monete che non esistevano nemmeno sulla blockchain privata dichiarata.
L’AGCM, nel provvedimento cautelare del 2016, ha rilevato che non era chiaro quando e come le monete si potessero convertire in euro: l’unico utilizzo indicato era una piattaforma di scambio interna alla stessa organizzazione.
Il motore reale era la rete. I distributori guadagnavano commissioni quando reclutavano altre persone che compravano pacchetti. Nel provvedimento finale l’Autorità ha scritto che la vendita del pacchetto di formazione era “il pretesto” per un sistema in cui “l’unico reale ed effettivo incentivo economico deriva dal reclutamento di nuovi consumatori”. Senza un prodotto definito, conclude l’AGCM, il sistema presenta inevitabilmente gli aspetti di una vendita piramidale.
Procedimento PS10550: sospensione cautelare della promozione di OneCoin in Italia
Ruja Ignatova inserita nella lista Ten Most Wanted Fugitives (incriminata nel 2017, latitante)
In Italia l’AGCM ha prima sospeso la promozione (dicembre 2016) e poi, con il provvedimento del 25 luglio 2017, ha giudicato la pratica scorretta sia per la presentazione ingannevole del prodotto sia per il carattere piramidale, che il Codice del consumo considera sempre ingannevole. Le sanzioni: 2 milioni a One Life Network, 500.000 euro a One Network Services, 80.000 a Easy Life e 5.000 euro a ciascuno dei tre gestori di siti promozionali.
Negli Stati Uniti Sebastian Greenwood, cofondatore e primo distributore della rete, è stato condannato nel 2023 a 20 anni. Ruja Ignatova è stata incriminata a New York nel 2017, è sparita dopo un volo da Sofia ad Atene ed è nella lista dei dieci latitanti più ricercati dall’FBI, con una ricompensa fino a 5 milioni di dollari. Nel 2024 la procura di Sofia l’ha rinviata a giudizio in contumacia.
Approfondimento: OneCoin, la truffa spiegata.
Oltre 4 miliardi di dollari raccolti da almeno 3,5 milioni di vittime tra fine 2014 e fine 2016 (Dipartimento di Giustizia USA, 2023).
Membri del programma in Italia: 51.923, secondo quanto dichiarato dalla società all'AGCM (provvedimento PS10550, 2017).
Sanzioni AGCM: 2.595.000 euro complessivi (comunicato AGCM, 10 agosto 2017).
Se il valore di una moneta lo decide chi te la vende e l'unico posto dove puoi "incassarla" è la sua piattaforma, non stai investendo. E se guadagni soprattutto quando qualcuno compra un pacchetto dopo di te, è una piramide.
Ultima revisione: 14 Ottobre 2026
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Opportunità vera o schema piramidale?