Uscire non è un fallimento
Chi arriva a chiedersi come uscire da un network marketing spesso si sente in colpa: verso lo sponsor, verso il team, verso sé stesso. Ti capisco, ci sono passato. Ma lasciare un’attività che non funziona per te è una decisione adulta, non una sconfitta.
La cosa importante è uscire in modo pulito: senza addebiti che continuano, senza magazzino in casa e senza ponti bruciati inutilmente.
Cosa dice la legge italiana
La legge 173/2005, all’articolo 4, stabilisce che l’incarico all’incaricato autonomo deve risultare per iscritto e che si può rinunciare. Prevede anche un diritto di recesso entro dieci giorni lavorativi dalla firma, senza motivazione, da esercitare con raccomandata con avviso di ricevimento.
Lo stesso articolo vieta di imporre all’incaricato l’acquisto di merci, salvo i campioni dimostrativi, e stabilisce che quando il rapporto finisce, per qualsiasi causa, l’incaricato ha diritto a restituire i beni integri e ad avere indietro almeno il 90% del costo originario, entro trenta giorni.
Se l’azienda non risponde
- Invia un sollecito scritto citando l’articolo 4 della legge 173/2005.
- Se l’azienda è associata ad AVEDISCO, contatta anche l’associazione.
- Per pratiche scorrette puoi rivolgerti all’AGCM o a un’associazione di consumatori.
Se pensi di aver perso soldi in un sistema che non era vendita diretta ma reclutamento, leggi la guida su cosa fare se hai perso soldi nel network marketing. Per la versione completa di questo percorso, c’è la guida su come uscire da un network marketing.