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Quante tasse paga un incaricato alle vendite?

La risposta breve

Un incaricato alle vendite a domicilio occasionale subisce dall'azienda una ritenuta del 23% calcolata sul 78% delle provvigioni lorde, cioè circa il 17,94% del lordo. Per chi è occasionale è a titolo d'imposta: non si somma agli altri redditi. Sopra i 5.000 euro di reddito netto annuo scattano partita IVA, IVA e contributi INPS gestione separata.

I passi da fare

  1. Calcola il reddito netto

    Prendi le provvigioni lorde dell'anno e moltiplicale per 0,78: il 22% è una deduzione forfettaria delle spese. Il risultato è il reddito su cui si applica la ritenuta e con cui verifichi la soglia dei 5.000 euro, pari a circa 6.410 euro lordi.

  2. Controlla la ritenuta in busta

    L'azienda trattiene il 23% sul 78% delle provvigioni al momento del pagamento e lo versa per te. Su 1.000 euro lordi la ritenuta è di 179,40 euro. A inizio anno l'azienda ti rilascia la Certificazione Unica con il riepilogo.

  3. Somma tutte le aziende

    Se collabori con più aziende, per verificare le soglie devi sommare i redditi che ricevi da tutte. Tieni un foglio aggiornato mese per mese, così sai sempre quanto manca ai 5.000 euro di reddito netto.

  4. Prepara il superamento della soglia

    Quando superi 5.000 euro di reddito netto annuo, l'attività non è più occasionale: devi aprire partita IVA entro trenta giorni e applicare l'IVA sui compensi successivi. Scatta anche l'iscrizione alla gestione separata INPS, con contributi sulla parte eccedente.

  5. Fatti seguire da un commercialista

    Già prima di avvicinarti alla soglia, parla con un commercialista che conosce la vendita diretta. Le regole su IVA, contributi e dichiarazione cambiano in base alla tua situazione, e un errore costa molto più di una consulenza.

Come funziona la ritenuta

Le provvigioni dell’incaricato alle vendite a domicilio sono soggette alla ritenuta prevista dall’articolo 25-bis del DPR 600/1973: il 23% applicato sul 78% delle provvigioni, perché il 22% è considerato una deduzione forfettaria delle spese. In pratica l’azienda trattiene circa il 17,94% del lordo.

Per l’incaricato occasionale la ritenuta è a titolo d’imposta: le provvigioni non si sommano agli altri redditi ai fini Irpef. Secondo le guide fiscali consultate, chi non ha altri redditi è esonerato dalla dichiarazione; chi la presenta per altri redditi non vi indica queste provvigioni.

La soglia dei 5.000 euro

La legge 173/2005, all’articolo 3, considera occasionale l’attività dell’incaricato finché il reddito annuo che ne deriva non supera 5.000 euro. Lo stesso limite vale per i contributi: l’articolo 44 del DL 269/2003 prevede l’iscrizione alla gestione separata INPS solo oltre i 5.000 euro di reddito netto annuo.

  • Sotto la soglia: niente partita IVA, niente IVA, niente contributi INPS.
  • Sopra la soglia: partita IVA da aprire entro trenta giorni, IVA sui compensi successivi, contributi sulla parte che eccede 5.000 euro, per un terzo a tuo carico e per due terzi a carico dell’azienda.

Le fonti consultate indicano anche che con questa attività non si accede al regime forfettario. Per i dettagli leggi tasse dell’incaricato alle vendite, INPS dell’incaricato e network marketing e partita IVA.

Queste informazioni sono generali e non sostituiscono il parere di un commercialista.

Fonti

  1. fiscomania.com
  2. ecnews.it
  3. fiscoetasse.com

Altri dubbi

Devo fare la dichiarazione dei redditi per le provvigioni?

Se sei incaricato occasionale, la ritenuta è a titolo d'imposta: se non hai altri redditi sei esonerato, e se presenti la dichiarazione per altri redditi non indichi queste provvigioni. Verifica comunque il tuo caso con un commercialista.

Serve la partita IVA per fare network marketing?

No, finché il reddito netto annuo dell'attività non supera 5.000 euro, pari a circa 6.410 euro di provvigioni lorde. Superata la soglia, va aperta entro trenta giorni.

Pago i contributi INPS?

Solo sulla parte di reddito netto annuo che supera 5.000 euro, con iscrizione alla gestione separata. Un terzo del contributo è a tuo carico, due terzi a carico dell'azienda.

Ultima revisione: 14 Ottobre 2026