How to

Posso fare network marketing da dipendente?

La risposta breve

Se lavori nel privato, in genere sì: devi però rispettare l'obbligo di fedeltà dell'articolo 2105 del codice civile (niente attività in concorrenza con il tuo datore) e le eventuali clausole del tuo contratto. Se sei dipendente pubblico la regola è l'esclusività: serve un'autorizzazione e le attività commerciali sono in genere vietate.

I passi da fare

  1. Capisci in che regime lavori

    La prima domanda è semplice: sei dipendente di un'azienda privata o di una pubblica amministrazione? Le regole cambiano completamente. Nel privato vale soprattutto l'obbligo di fedeltà, nel pubblico vale il principio di esclusività del rapporto.

  2. Controlla contratto e CCNL

    Rileggi la lettera di assunzione e il contratto collettivo applicato. Cerca clausole di esclusiva, obblighi di comunicazione di altre attività o limiti specifici. Se trovi qualcosa che non ti è chiaro, chiedi all'ufficio del personale o a un consulente del lavoro.

  3. Evita ogni concorrenza

    Se l'azienda per cui lavori vende prodotti simili a quelli del network, o se useresti contatti e informazioni avute in ufficio, rischi di violare l'articolo 2105 del codice civile. Le conseguenze possono arrivare fino al licenziamento per giusta causa.

  4. Se sei nel pubblico, chiedi prima

    Il dipendente pubblico deve fare richiesta scritta di autorizzazione indicando attività, orario e compenso. Secondo l'articolo 53 del D.Lgs. 165/2001 e le norme collegate, le attività commerciali sono in linea di massima vietate. Senza risposta entro trenta giorni, la richiesta si considera respinta.

  5. Tieni separati tempi e strumenti

    Non lavorare al network durante l'orario d'ufficio, non usare telefono, email o computer aziendali e non proporre l'attività ai colleghi sul posto di lavoro. Sono regole di buon senso che ti proteggono da contestazioni disciplinari.

Il caso più comune: chi lavora nel privato

Molti iniziano il network marketing proprio mentre hanno un lavoro dipendente, per costruire qualcosa di proprio senza lasciare lo stipendio. È una scelta prudente, a patto di conoscere i limiti.

L’articolo 2105 del codice civile stabilisce che il lavoratore non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare o usare a danno dell’impresa notizie sulla sua organizzazione. Finché il tuo network non tocca il settore del tuo datore di lavoro, di norma non c’è conflitto. Se invece lavori in una farmacia e vendi integratori con un network, il discorso cambia.

Chi lavora nella pubblica amministrazione

Per i dipendenti pubblici vale il principio di esclusività. L’articolo 53 del D.Lgs. 165/2001, insieme alle norme precedenti a cui rimanda, limita fortemente gli incarichi esterni retribuiti e vieta in genere le attività commerciali. Alcune attività sono possibili solo con autorizzazione, e le violazioni possono portare a sanzioni disciplinari e alla restituzione dei compensi.

Se sei in questa situazione, chiedi un parere all’ufficio personale prima di firmare qualsiasi incarico.

Da dipendente a leader di te stesso

Il passaggio più difficile non è burocratico, è mentale: abituarti a gestire il tuo tempo senza un capo che lo organizza per te. Ne parlo nella guida sulla gestione del tempo. Per gli aspetti fiscali e contributivi trovi tutto in network marketing e lavoro dipendente.

Fonti

  1. studiocataldi.it
  2. money.it
  3. fiscomania.com

Altri dubbi

Devo avvisare il mio datore di lavoro?

Dipende dal tuo contratto e dal CCNL: alcuni prevedono l'obbligo di comunicare altre attività. Nel pubblico impiego serve l'autorizzazione. Nel dubbio, una comunicazione trasparente ti tutela più del silenzio.

Il mio stipendio cambia le tasse sulle provvigioni?

Per l'incaricato occasionale la ritenuta del 23% sul 78% delle provvigioni è a titolo d'imposta, quindi le provvigioni non si sommano allo stipendio ai fini Irpef. Sopra i 5.000 euro di reddito annuo il quadro cambia: parlane con un commercialista.

Posso proporre l'attività ai colleghi?

Meglio di no sul posto di lavoro e durante l'orario. Se con un collega c'è un rapporto di amicizia, parlane fuori dall'ufficio e senza insistere.

Ultima revisione: 14 Ottobre 2026