Truffe e red flag

Come riconoscere uno schema piramidale: segnali, domande e verifiche

Come riconoscere uno schema piramidale prima di firmare: i segnali in presentazione, le domande da fare, i documenti da chiedere e i controlli su AGCM, Avedisco e Univendita.

Di Gianfranco, aggiornato il 26 Ottobre 2026, 8 minuti di lettura

Per riconoscere uno schema piramidale devi seguire i soldi: se il guadagno dipende soprattutto da quante persone fai entrare e da quanto pagano per entrare o restare, e non da vendite a clienti reali, sei davanti a una piramide. Lo scopri con domande precise, documenti scritti e alcuni controlli pubblici che puoi fare da solo, gratis, in un pomeriggio.

Cos’è uno schema piramidale e perché crolla l’ho spiegato nella pagina sullo schema piramidale. Qui resto sul pratico: cosa osservare, cosa chiedere, cosa farti dare per iscritto e dove controllare prima di firmare.

Il principio: da dove arrivano i soldi

In qualsiasi attività di vendita i soldi entrano da qualche parte. In un sistema piramidale possono entrare da tre fonti, e il peso di ciascuna ti dice quasi tutto:

  • clienti esterni, cioè persone che comprano il prodotto perché lo vogliono e non fanno l’attività;
  • acquisti degli incaricati, fatti per usare il prodotto ma anche, spesso, per restare “attivi” o qualificarsi;
  • quote, pacchetti e abbonamenti che si pagano per entrare o per restare.

Più i soldi arrivano dalla seconda e dalla terza fonte, e meno dalla prima, più il sistema assomiglia a una piramide. Il meccanismo è semplice: chi entra paga, una parte sale verso chi sta sopra, e il guadagno di chi sta sopra dipende dall’arrivo continuo di nuove persone. Tutte le verifiche che seguono servono a misurare questo equilibrio.

I segnali concreti durante la presentazione

La prima presentazione è il momento in cui si capisce di più, perché è costruita per convincerti. Fai attenzione a queste frasi e a cosa significano davvero.

  • “Il prodotto è secondario, conta il sistema.” Se il prodotto compare solo alla fine, o non compare affatto, il guadagno non viene dalle vendite.
  • “Prendi il pacchetto più alto, così guadagni di più.” Quando la percentuale o il bonus dipendono da quanto paghi all’ingresso, stai comprando una posizione, non della merce.
  • “Per ogni persona che porti ricevi un bonus.” Un premio legato alla sola iscrizione di qualcuno, senza vendite, è il segnale più grave.
  • “Ti basta portare due persone.” Il calcolo di quanto debba crescere una piramide perché funzioni è nella pagina sullo schema piramidale: non regge.
  • “Rendimento garantito del tanto al mese.” Se ti promettono un rendimento sul denaro versato, non è nemmeno più vendita: è più vicino a uno schema Ponzi. La differenza è spiegata in schema Ponzi e piramidale.
  • “Decidi stasera, domani il prezzo cambia.” La fretta serve a toglierti il tempo per fare quello che stai facendo adesso: verificare.

Un singolo segnale non basta a dire che è una piramide. Due o tre insieme, sì, bastano a fermarti e chiedere tutto per iscritto.

Le domande da fare, e come leggere le risposte

Non basta fare le domande: bisogna saper leggere le risposte. Ecco le più utili, con la risposta che rassicura e quella che deve preoccuparti.

  1. Quanta parte del fatturato arriva da clienti che non sono incaricati? Rassicura un dato, anche approssimativo, con la fonte. Preoccupa “non lo sappiamo” o “qui siamo tutti clienti”.
  2. Quanto devo spendere per iniziare, e quanto al mese per restare attivo o qualificato? Rassicura una cifra precisa, con cosa ricevi in cambio. Preoccupa “dipende da quanto vuoi crescere”.
  3. Posso guadagnare qualcosa vendendo e basta, senza far entrare nessuno? Rassicura un sì, con un esempio sul piano compensi. Preoccupa “senza squadra non guadagni”.
  4. Se smetto, cosa succede alla merce che ho comprato? Rassicura una procedura scritta di riacquisto. Preoccupa “non serve, la merce la vendi”.
  5. Ci sono dati sui guadagni medi degli incaricati, al netto delle spese? Rassicura un documento. Preoccupa una galleria di storie di successo al posto dei numeri.

Fai le stesse domande anche a chi ha lasciato l’attività, non solo a chi te la propone. La Federal Trade Commission statunitense suggerisce proprio questo: chiedere a incaricati attuali ed ex quanto hanno guadagnato l’anno prima al netto delle spese, quanto hanno speso in merce e se l’hanno venduta tutta, quanti dei loro reclutati se ne sono andati.

I documenti da chiedere prima di firmare

Una proposta seria non ha problemi a darti questi documenti prima della firma. Se te li negano, o te li promettono “dopo”, la risposta ce l’hai già.

  • Il contratto o la lettera d’incarico. Per l’incaricato senza contratto di agenzia la legge 173/2005, all’articolo 4, chiede che l’incarico sia provato per iscritto. Chiedi di portarlo a casa e leggerlo con calma.
  • Il piano compensi completo. Non la slide riassuntiva: il documento intero, con le condizioni per ogni bonus. Sempre l’articolo 4 prevede che il compenso consista in provvigioni sugli affari, con misura e modalità indicate per iscritto.
  • L’elenco di tutti i costi. Kit di avvio, ordini minimi, abbonamenti a piattaforme e app, eventi, corsi, spedizioni. Mettili in colonna e fai la somma su dodici mesi.
  • Le regole di recesso e di riacquisto della merce. Ti servono per capire cosa rischi se cambi idea.
  • Il tesserino di riconoscimento. L’articolo 3 della legge 173/2005 richiede all’incaricato il tesserino previsto dal D.Lgs. 114/1998. Chiedi chi te lo rilascia e quando.

Il contratto: cosa controllare riga per riga

Con il contratto davanti, cerca questi punti. Sono quelli che la legge 173/2005 tratta in modo esplicito.

  • Il recesso. L’articolo 4 ti dà dieci giorni lavorativi dalla firma per recedere senza motivazione, con raccomandata con ricevuta di ritorno. Restituisci a tue spese i beni da dimostrazione e l’impresa ti rimborsa entro trenta giorni, se sono integri.
  • Gli obblighi di acquisto. Lo stesso articolo vieta di imporre all’incaricato obblighi di acquisto di merci, salvo i materiali dimostrativi assimilabili a un campionario, o di servizi non strettamente necessari all’attività o sproporzionati al suo volume. Una clausola che ti obbliga a ordinare ogni mese va chiarita prima di firmare.
  • La restituzione della merce. Se il rapporto cessa, hai diritto a restituire i beni integri per almeno il 90% del costo originario, entro trenta giorni.
  • Le quote. L’articolo 6 indica tra gli elementi che fanno presumere una struttura vietata l’obbligo di versare una somma di rilevante entità all’ingresso senza una reale controprestazione, l’obbligo di comprare quantità rilevanti di prodotti senza poterli restituire con un rimborso di almeno il 90%, e l’obbligo di comprare materiali, servizi o corsi non necessari e sproporzionati rispetto al volume d’affari.

Le verifiche pubbliche che puoi fare da solo

I provvedimenti dell’AGCM

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato pubblica le sue decisioni sul sito agcm.it. Nella sezione sulla tutela del consumatore c’è una ricerca avanzata dei provvedimenti con un campo per le parole chiave: scrivi il nome della società, e poi prova anche il nome del prodotto o del “sistema”, perché a volte cambiano.

Leggi bene cosa trovi. L’avvio di un’istruttoria non è una condanna; una sanzione sì, ed è motivata nel testo del provvedimento. E se non trovi nulla, non significa che sia tutto a posto: significa solo che l’Autorità non si è pronunciata. I casi italiani già decisi li raccolgo in aziende di network marketing sanzionate dall’AGCM.

Le associazioni di categoria: Avedisco e Univendita

In Italia le principali associazioni della vendita diretta sono Avedisco e Univendita, che fa capo a Confcommercio. Entrambe pubblicano sul proprio sito l’elenco delle imprese associate: controlla se l’azienda c’è.

Perché conta? Prendi il Codice di comportamento Avedisco del 2024: stabilisce che gli incaricati non ricevono compensi per il mero reclutamento di altri incaricati, che i guadagni presentati devono essere veritieri e documentati, che i pagamenti fatti per diventare o restare incaricato sono rimborsabili se lasci entro trenta giorni dal pagamento, e che la merce integra va riacquistata per almeno il 90% del prezzo. Prevede anche un Amministratore del Codice indipendente a cui consumatori e incaricati possono rivolgersi; per il consumatore il reclamo è gratuito.

Attenzione però: l’iscrizione a un’associazione non è obbligatoria per legge e non è una garanzia assoluta. Non esserci non dimostra nulla, esserci ti dà regole in più e un canale di reclamo in più.

La ricerca online, fatta con metodo

Cerca il nome della società insieme a parole come “AGCM”, “sanzione”, “FTC” o il nome di autorità estere. Distingui sempre tra decisioni di un’autorità e opinioni: un video che grida “truffa” non è una prova, come non lo è un video entusiasta. Guarda anche chi c’è dietro: ragione sociale, sede, da quanto tempo opera.

Cosa dice la legge, in due righe

Ti serve per capire a chi rivolgerti. Se a pagare per entrare sono consumatori, si applica l’articolo 23, lettera p, del Codice del consumo, che considera in ogni caso ingannevole promuovere un sistema piramidale: interviene l’AGCM, con sanzioni da 5.000 a 10 milioni di euro. Dal 2007, infatti, il D.Lgs. 146/2007 ha abrogato per questi casi l’articolo 5, comma 1, e l’articolo 7 della legge 173/2005. Quelle norme, con le sanzioni penali, restano applicabili alle piramidi tra operatori che agiscono nella propria attività commerciale o professionale. Il quadro completo è in schema piramidale e legge italiana.

Un esempio: due proposte a confronto

Immagina due proposte, inventate ma realistiche. Nella prima ti chiedono un kit di avvio dal prezzo contenuto, ti consegnano contratto e piano compensi da leggere a casa, ti dicono che puoi anche limitarti a comprare per te e vendere a qualche cliente, e alla domanda sui guadagni medi ti mostrano un documento in cui la maggior parte degli incaricati guadagna poco.

Nella seconda ti propongono tre pacchetti, il più caro “sblocca” le provvigioni più alte, c’è un bonus per ogni nuovo iscritto, il contratto lo ricevi solo dopo il pagamento e la serata finisce con “i posti a questo prezzo finiscono domenica”. La prima può non essere adatta a te. La seconda ha già acceso quasi tutte le spie di questa pagina.

Se hai già firmato

Controlla la data: se sei dentro i dieci giorni lavorativi, puoi recedere con raccomandata. Conserva contratto, ricevute, bonifici, chat e registrazioni delle presentazioni, se le hai. Puoi segnalare la pratica all’AGCM, gratis e senza avvocato. I passaggi sono in come denunciare uno schema piramidale, e il quadro generale è nella guida su network marketing e truffe.

Cosa fare adesso

Prendi la proposta che stai valutando e chiedi per iscritto tre cose: il contratto, il piano compensi completo e l’elenco di tutti i costi del primo anno. Poi cerca il nome della società nei provvedimenti AGCM e negli elenchi Avedisco e Univendita. Quando hai tutto davanti, passalo nella checklist red flag gratuita: in dieci minuti sai se vale la pena andare avanti.

Domande frequenti

Come funziona uno schema piramidale?

Chi entra paga una quota, un pacchetto o acquisti obbligatori, e una parte di quei soldi sale verso chi lo ha fatto entrare e verso i livelli superiori. Il guadagno dipende dall'arrivo continuo di nuove persone, non dalla vendita di prodotti a clienti reali. Quando le adesioni rallentano il denaro smette di salire e chi sta alla base, cioè la maggioranza, perde quanto ha versato.

Qual è il segnale più chiaro di uno schema piramidale?

Un compenso legato alla sola iscrizione di nuove persone, senza vendite: per esempio un bonus per ogni nuovo iscritto o provvigioni più alte se compri il pacchetto più caro. Anche il Codice di comportamento Avedisco stabilisce che gli incaricati non ricevono compensi per il mero reclutamento. Se puoi guadagnare solo facendo entrare altri, fermati.

Come verifico se un'azienda è stata sanzionata dall'AGCM?

Sul sito agcm.it, nella sezione sulla tutela del consumatore, c'è la ricerca avanzata dei provvedimenti: inserisci come parola chiave il nome della società e, a parte, quello del prodotto o del sistema. Leggi il testo: l'avvio di un'istruttoria non è una condanna, la sanzione sì. Se non trovi nulla, vuol dire solo che l'Autorità non si è pronunciata.

Un'azienda iscritta ad Avedisco o Univendita è sicura?

L'iscrizione non è obbligatoria per legge e non è una garanzia assoluta, ma è un elemento in più. Le aziende associate si impegnano a rispettare un codice di condotta: quello Avedisco, per esempio, vieta i compensi per il solo reclutamento, chiede dati veritieri sui guadagni e prevede il riacquisto della merce per almeno il 90%. Hai anche un canale di reclamo in più.

Ho firmato e ho dei dubbi: posso tirarmi indietro?

Sì. La legge 173/2005 ti dà dieci giorni lavorativi dalla firma per recedere senza motivazione, con raccomandata con ricevuta di ritorno. Restituisci i beni da dimostrazione e l'impresa ti rimborsa entro trenta giorni se sono integri. Anche dopo, quando il rapporto cessa, puoi restituire la merce integra per almeno il 90% del costo. Conserva contratto e ricevute.

Ultima revisione: 22 Ottobre 2026

Chi scrive

Gianfranco Grassi

Ho fatto il networker e ho vissuto le difficoltà di cui parlo. Dal 2004 mi occupo di marketing digitale: qui unisco l’esperienza sul campo e gli strumenti online.

In questa pagina

Opportunità vera o schema piramidale?

La checklist gratuita con i segnali da controllare prima di firmare o pagare una quota d’ingresso.

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