Network marketing e truffe: come riconoscere schemi piramidali e Ponzi

Il network marketing è legale in Italia quando si basa sulla vendita reale di prodotti, mentre schemi piramidali e Ponzi sono vietati. Qui trovi cosa dicono la legge 173/2005 e il Codice del consumo, i segnali d'allarme da controllare, i casi decisi dalle autorità e cosa fare se sospetti una truffa o hai perso soldi.

Quando dici a qualcuno che fai network marketing, spesso la prima reazione è: “Ma non è una truffa?”. Io quella faccia l’ho vista tante volte, anche da persone a cui volevo bene. Ed è comprensibile, perché di truffe travestite da opportunità ne sono passate parecchie.

La risposta onesta è questa: il network marketing in sé è un modello di vendita regolato dalla legge italiana. Gli schemi piramidali e gli schemi Ponzi, invece, sono vietati. Il problema è che dall’esterno possono sembrare simili. Questa sezione serve a darti gli strumenti per distinguerli, con le norme e i provvedimenti alla mano.

Il network marketing è legale in Italia?

Sì, quando si basa sulla vendita reale di prodotti o servizi. La legge 173/2005 disciplina la vendita diretta a domicilio e, nello stesso testo, vieta le forme di vendita piramidali. L’articolo 5 vieta le strutture in cui l’incentivo economico primario dei partecipanti si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti, anziché sulla capacità di vendere beni o servizi.

Lo stesso articolo vieta anche giochi, piani di sviluppo e “catene di Sant’Antonio” in cui si guadagna solo facendo entrare altre persone. A livello di tutela del consumatore, il Codice del consumo (articolo 23, lettera p) considera in ogni caso ingannevole avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione a carattere piramidale in cui il consumatore versa un contributo per ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori, piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti.

Esiste anche un versante penale, ma più ristretto: dal 2007 il D.Lgs. 146/2007 ha abrogato l’articolo 5, comma 1, e l’articolo 7 della legge 173/2005, quello con le sanzioni penali, per le piramidi in cui paga un consumatore, che ricadono nel Codice del consumo con le sanzioni dell’AGCM. Restano per le piramidi tra operatori professionali. Nel 2012 la Corte di Cassazione (sez. III, sentenza n. 37049) ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna del gestore di due siti web per violazione degli articoli 5 e 7 della legge 173/2005, che è così diventata definitiva, perché i partecipanti ottenevano benefici solo reclutando altre persone. La Corte ha precisato che l’adesione volontaria dei partecipanti non esclude il reato.

Il quadro normativo completo è in schema piramidale e legge italiana e in la vendita piramidale è reato?

Schema piramidale, schema Ponzi, network marketing: le differenze

Sono tre cose diverse, anche se nei discorsi vengono mescolate.

  • Network marketing: si guadagna sulle vendite di prodotti a clienti reali, propri e del proprio gruppo.
  • Schema piramidale: si guadagna soprattutto facendo entrare altre persone che pagano per partecipare. Il prodotto, se c’è, è un pretesto.
  • Schema Ponzi: si promette un rendimento su un investimento, ma i “rendimenti” dei primi vengono pagati con i soldi dei nuovi arrivati. Spesso non serve nemmeno reclutare: basta investire.

Approfondisci ogni concetto qui: schema piramidale, schema piramidale: cos’è, schema Ponzi e differenza tra schema Ponzi e piramidale.

Come riconoscere uno schema piramidale: i segnali d’allarme

L’articolo 6 della legge 173/2005 elenca alcune circostanze che fanno presumere un’operazione vietata. Sono i primi campanelli da controllare:

  1. Obbligo di acquistare una quantità rilevante di prodotti senza diritto di restituzione.
  2. Obbligo di versare somme di denaro per entrare o restare nell’organizzazione, senza una reale controprestazione.
  3. Obbligo di acquistare materiali o servizi non strettamente necessari all’attività.

A questi aggiungo i segnali che, nella mia esperienza, emergono già nella prima presentazione:

  • si parla quasi solo di guadagni e quasi mai di prodotti e clienti;
  • ti dicono che “devi solo portare due persone”;
  • i rendimenti promessi sono fissi, alti e garantiti;
  • c’è fretta: “entra adesso, domani il prezzo sale”;
  • non ti danno un contratto scritto o non ti lasciano il tempo di leggerlo.

La checklist completa è in come riconoscere uno schema piramidale e in red flag nel network marketing. Due segnali meritano una guida a parte: la quota di iscrizione nel network marketing e l’acquisto obbligatorio mensile. Ricorda che l’articolo 4 della stessa legge vieta di imporre all’incaricato obblighi di acquisto, salvo il materiale dimostrativo.

Le truffe online travestite da opportunità

Oggi molte truffe non arrivano più dal conoscente al bar, ma da un messaggio, un video o una sponsorizzata. Cambiano i canali, ma lo schema resta: tanto guadagno, poco sforzo, fretta di decidere.

Trovi i casi tipici in truffe online sulle opportunità di guadagno e in guadagno facile online: quando è una truffa. Un capitolo a parte meritano criptovalute e trading, dove i meccanismi multilivello si mescolano con promesse di rendimento: ne parlo in truffe crypto e network marketing e in trading multilivello e truffe.

I casi documentati: cosa hanno deciso le autorità

Su questo sito chiamo per nome uno schema solo quando un’autorità si è pronunciata. Due esempi italiani:

  • OneCoin: nel procedimento PS10550, l’AGCM ha ricondotto in via preliminare il sistema a una promozione ingannevole a carattere piramidale, in cui il guadagno dipendeva in gran parte dall’ingresso di nuovi aderenti, e nel febbraio 2017 ha ordinato a OneLife Network Ltd di sospendere ogni attività di promozione della criptomoneta e dei relativi pacchetti. La storia è in OneCoin.
  • Lyoness: a dicembre 2018 l’AGCM ha sanzionato Lyoness Italia per oltre tre milioni di euro, qualificando il suo sistema come piramidale. La società aveva annunciato ricorso.

Per l’elenco ragionato dei provvedimenti italiani vedi aziende di network marketing sanzionate dall’AGCM.

I casi internazionali

Fuori dall’Italia le autorità più attive sono quelle statunitensi, in particolare la Federal Trade Commission. Ho raccolto i casi più citati, ciascuno con i documenti ufficiali: TelexFree, BitConnect, Zeek Rewards, Vemma e la FTC e Herbalife e la FTC. Sono storie diverse tra loro, con esiti diversi: leggerle aiuta a capire dove passa il confine.

Cosa fare se sospetti una truffa

Segnalare all’AGCM

Chiunque può segnalare una pratica commerciale scorretta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Si usa il modulo online sul sito dell’Autorità, senza costi e senza bisogno di un avvocato. Serve una descrizione precisa dei fatti, la copia dei documenti o dei messaggi e recapiti validi. Se entro 180 giorni non viene avviata un’istruttoria, la segnalazione si considera archiviata.

Per i casi che possono avere rilievo penale ci si rivolge alle forze dell’ordine. I passaggi sono spiegati in come denunciare uno schema piramidale.

Se hai già perso dei soldi

Non sei il primo e non sei uno sprovveduto: questi sistemi sono costruiti apposta per sembrare credibili. Raccogli contratti, ricevute, chat e bonifici, poi valuta con un legale o un’associazione dei consumatori cosa è possibile fare. Ne parlo in ho perso soldi nel network marketing e in come recuperare soldi da uno schema piramidale.

Le domande da fare prima di entrare

Non serve essere avvocati per proteggersi. Serve fare domande precise e pretendere risposte chiare, possibilmente per iscritto. Ecco quelle che faccio sempre io:

  1. Chi sono i clienti finali? Se i prodotti li comprano quasi solo gli incaricati, il sistema si regge sul reclutamento.
  2. Quanto si paga per entrare e cosa si riceve in cambio? Una quota senza una controprestazione reale è uno dei segnali indicati dalla legge.
  3. Ci sono acquisti minimi per restare attivi o qualificarsi? Fatti spiegare cosa succede se non li fai.
  4. Come funziona il recesso e il riacquisto dei prodotti? La legge 173/2005 prevede il rimborso dei beni integri per almeno il 90% del costo.
  5. Esistono dati sui guadagni medi degli incaricati? Le storie di successo non bastano: chiedi i numeri della persona tipica, comprese le spese.
  6. Il mio guadagno dipende da un investimento? Se ti promettono un rendimento sul denaro versato, non stai entrando in un’attività di vendita.

Se a una di queste domande ti rispondono “non ti preoccupare”, “lo vedrai dopo” o “non pensare negativo”, hai già una risposta. Chi lavora in modo serio non ha paura della trasparenza.

Allora il network marketing è una truffa?

No, non come modello. Ma questo non significa che ogni proposta sia seria, né che ogni attività legale sia adatta a te. Una proposta legittima regge anche alle domande scomode: quanti clienti finali ci sono, quanto spendono in media gli incaricati, cosa succede se voglio uscire.

Le obiezioni più comuni, e le risposte oneste, sono in il network marketing è una truffa?. Prima di firmare qualsiasi cosa, leggi anche le regole su contratto e diritti dell’incaricato nella sezione legge e fisco per networker.

Verità prima di tutto: se un’opportunità non sopporta le tue domande, non merita i tuoi soldi.

Fonti

  1. edizionieuropee.it
  2. brocardi.it
  3. studiocataldi.it
  4. agcm.it
  5. studiocataldi.it
  6. agcm.it
  7. parlamento.it

Domande frequenti

Il network marketing è illegale in Italia?

No. La legge 173/2005 disciplina la vendita diretta a domicilio, quindi il modello è lecito quando i guadagni nascono dalla vendita di prodotti o servizi. Sono vietate le strutture in cui l'incentivo principale è il mero reclutamento di nuove persone, e il Codice del consumo considera sempre ingannevoli i sistemi di promozione piramidali.

Qual è la differenza tra network marketing e schema piramidale?

Nel network marketing si guadagna sulle vendite di prodotti a clienti reali. In uno schema piramidale si guadagna soprattutto facendo entrare persone che pagano per partecipare, e il prodotto è spesso solo un pretesto. Il criterio della legge 173/2005 è proprio questo: conta se l'incentivo principale è vendere o reclutare.

Quali sono i segnali che fanno sospettare uno schema piramidale?

La legge 173/2005 indica come elementi presuntivi l'obbligo di comprare quantità rilevanti di prodotto senza diritto di restituzione, il pagamento di somme per entrare o restare senza reale controprestazione e l'acquisto di materiali non necessari. A questi aggiungi rendimenti garantiti, pressione a decidere subito e discorsi centrati solo sul reclutamento.

Come si segnala una possibile truffa all'AGCM?

Con il modulo online sul sito dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Non servono avvocati né pagamenti. Descrivi i fatti con precisione, allega documenti, messaggi o schermate e lascia recapiti validi. Se entro 180 giorni non parte un'istruttoria, la segnalazione si considera archiviata. Per fatti con rilievo penale rivolgiti alle forze dell'ordine.

Uno schema Ponzi è la stessa cosa di uno schema piramidale?

No. Nello schema piramidale si guadagna reclutando altre persone che pagano per entrare. Nello schema Ponzi si promette un rendimento su un investimento, ma i soldi restituiti ai primi arrivano dai versamenti dei nuovi, e spesso non serve nemmeno reclutare. Entrambi crollano quando smettono di entrare nuovi soldi.

Posso essere obbligato a comprare prodotti ogni mese?

L'articolo 4 della legge 173/2005 vieta di imporre all'incaricato obblighi di acquisto di beni o materiali, salvo il materiale dimostrativo, e di servizi non strettamente necessari. Un obbligo di acquisto rilevante senza diritto di restituzione è anche uno degli elementi che, per la legge, fanno presumere uno schema vietato.