Come funziona la ritenuta
Le provvigioni dell’incaricato alle vendite a domicilio sono soggette alla ritenuta prevista dall’articolo 25-bis del DPR 600/1973: il 23% applicato sul 78% delle provvigioni, perché il 22% è considerato una deduzione forfettaria delle spese. In pratica l’azienda trattiene circa il 17,94% del lordo.
Per l’incaricato occasionale la ritenuta è a titolo d’imposta: le provvigioni non si sommano agli altri redditi ai fini Irpef. Secondo le guide fiscali consultate, chi non ha altri redditi è esonerato dalla dichiarazione; chi la presenta per altri redditi non vi indica queste provvigioni.
La soglia dei 5.000 euro
La legge 173/2005, all’articolo 3, considera occasionale l’attività dell’incaricato finché il reddito annuo che ne deriva non supera 5.000 euro. Lo stesso limite vale per i contributi: l’articolo 44 del DL 269/2003 prevede l’iscrizione alla gestione separata INPS solo oltre i 5.000 euro di reddito netto annuo.
- Sotto la soglia: niente partita IVA, niente IVA, niente contributi INPS.
- Sopra la soglia: partita IVA da aprire entro trenta giorni, IVA sui compensi successivi, contributi sulla parte che eccede 5.000 euro, per un terzo a tuo carico e per due terzi a carico dell’azienda.
Le fonti consultate indicano anche che con questa attività non si accede al regime forfettario. Per i dettagli leggi tasse dell’incaricato alle vendite, INPS dell’incaricato e network marketing e partita IVA.
Queste informazioni sono generali e non sostituiscono il parere di un commercialista.