Network marketing

Quanto si guadagna con il network marketing: i numeri veri

Quanto si guadagna con il network marketing? I dati ufficiali di Herbalife, Amway e della FTC, e come passare dalle provvigioni lorde al guadagno netto.

Di Gianfranco, aggiornato il 22 Ottobre 2026, 6 minuti di lettura

Quanto si guadagna con il network marketing? Nella maggior parte dei casi poco o niente: i documenti ufficiali delle aziende mostrano che chi riceve provvigioni incassa, nella metà dei casi, qualche decina o un centinaio di euro al mese, e prima delle spese. Pochi arrivano a cifre importanti, di solito dopo anni. E nessuno può garantirti un risultato.

Questa risposta non piace a chi vende sogni, ma è quella che emerge dai numeri. Qui trovi i dati veri, come leggerli e come calcolare quanto ti resta davvero in tasca.

Dove trovare numeri affidabili sui guadagni

Le storie di successo raccontate sul palco non sono dati. Sono casi singoli, scelti apposta. I numeri affidabili stanno nelle income disclosure, cioè le dichiarazioni sui guadagni che alcune aziende pubblicano, soprattutto negli Stati Uniti, dove la Federal Trade Commission (FTC) presta molta attenzione alle promesse di guadagno.

In Italia questi documenti sono rari. Per questo uso quelli pubblicati dalle aziende stesse, che sono la fonte più vicina alla realtà. Non dicono quanto guadagnerai tu, ma ti mostrano come si distribuiscono i guadagni tra tutte le persone che partecipano.

Cosa dicono le dichiarazioni ufficiali delle aziende

Herbalife: il documento pubblicato per l’Italia

Herbalife pubblica anche per l’Italia una scheda sui guadagni tipici dei distributori, con dati mondiali del 2025 espressi in euro. Ecco cosa riporta:

  • i distributori con almeno un anno di anzianità erano 2.091.460;
  • in un mese tipico, 421.753 di loro hanno ricevuto commissioni o bonus, cioè circa uno su cinque;
  • tra chi ha ricevuto pagamenti, il 50% ha guadagnato più di 108 euro al mese;
  • il 10% più alto ha superato i 969 euro al mese, l’1% più alto gli 8.211 euro;
  • chi sta nell’1% più alto aveva in genere da 5 a 12 anni di anzianità.

Il punto che molti saltano: queste cifre sono prima delle spese, e includono una stima del margine sulla vendita al dettaglio. La stessa scheda dice che il distributore tipico non ha ricevuto commissioni sulle vendite di altri distributori.

Herbalife negli Stati Uniti

La dichiarazione statunitense del 2025 entra più nel dettaglio. Circa 107.769 distributori hanno ordinato prodotti per rivenderli; in un mese tipico circa 47.000 hanno guadagnato qualcosa. Tra chi era al primo anno, la metà ha incassato più di 166 dollari al mese. Tra gli altri, la metà più di 320 dollari. Anche qui: prima delle spese.

Amway negli Stati Uniti

Amway ha pubblicato una dichiarazione sui guadagni dei suoi incaricati statunitensi relativa al 2021. Alcuni dati:

  • il guadagno medio di tutti gli iscritti, fino al livello Founders Platinum, è stato di 766 dollari all’anno, prima delle spese;
  • il 33% degli iscritti non ha registrato vendite e non ha ricevuto alcun compenso;
  • il 62% ha ricevuto almeno un pagamento nell’anno;
  • i livelli Silver, Gold, Platinum e Founders Platinum, messi insieme, riguardavano circa l’1,25% degli iscritti, raggiunti in media dopo anni.

Il documento stesso scrive che il tempo e l’impegno per raggiungere i livelli alti sono “straordinari” e non dovrebbero essere la base per decidere di entrare.

Il quadro generale: cosa dicono gli studi

Nel 2024 lo staff della FTC ha analizzato 70 dichiarazioni sui guadagni pubblicate da aziende di multilevel marketing, grandi e piccole. Le conclusioni principali:

  • nella grande maggioranza dei casi, i partecipanti hanno ricevuto 1.000 dollari o meno all’anno, cioè meno di 84 dollari al mese;
  • in 17 aziende su 27 per cui il dato era ricavabile, più della metà dei partecipanti non ha guadagnato nulla;
  • nessuna delle 70 dichiarazioni mostrava cifre al netto di tutte le spese.

Uno studio della AARP Foundation del 2018, condotto sugli adulti statunitensi che avevano provato il multilevel marketing, va nella stessa direzione: quasi la metà ha perso soldi, circa un quarto è andato in pari e solo un quarto ha avuto un profitto. Tra questi ultimi, più della metà ha guadagnato meno di 5.000 dollari.

I numeri non dicono che è impossibile guadagnare. Dicono che il risultato tipico è piccolo, e che chi ti mostra solo il risultato eccezionale non ti sta raccontando tutta la storia.

Provvigioni lorde e guadagno netto: la differenza che cambia tutto

Quando qualcuno ti dice “questo mese ho fatto 500 euro”, di solito parla di provvigioni lorde, cioè di quanto gli ha pagato l’azienda. Altre volte parla addirittura del volume del gruppo o del fatturato generato dalla sua rete, che non è un guadagno: è il valore dei prodotti venduti da tutti, su cui lui prende solo una percentuale.

Ci sono tre numeri diversi, e vanno sempre distinti:

  1. Volume o fatturato: il valore dei prodotti venduti da te e dal tuo gruppo, spesso misurato in punti. Se non sai come funzionano, leggi cosa sono i PV nel network marketing.
  2. Provvigioni lorde: quanto l’azienda ti paga su quel volume, più l’eventuale margine sulle vendite al dettaglio.
  3. Guadagno netto: quello che resta dopo tasse e spese. È l’unico numero che conta.

Le spese che quasi nessuno ti elenca

Ecco le voci che di solito pesano sul conto. Non tutte valgono per tutti, ma conviene metterle in fila prima di iniziare:

  • kit di iscrizione ed eventuale rinnovo annuale;
  • acquisti personali fatti per mantenere la qualifica o restare “attivo”;
  • campioni e prodotti regalati per farli provare;
  • spese di spedizione;
  • eventi, convention, corsi e materiali di formazione;
  • strumenti digitali: abbonamenti, pubblicità, grafiche;
  • carburante, telefono e tempo speso per incontri e consegne;
  • tasse sulle provvigioni.

Sulle tasse, in Italia l’azienda applica all’incaricato una ritenuta del 23% calcolata sul 78% delle provvigioni, quindi circa il 18% di quanto incassi. Il funzionamento è spiegato in ritenuta incaricato vendite a domicilio.

Un esempio di calcolo

Facciamo un esempio con numeri inventati, solo per mostrare il metodo. Immagina di ricevere 150 euro di provvigioni lorde in un mese.

  • Ritenuta (23% sul 78%): circa 27 euro.
  • Acquisto personale per mantenere la qualifica, di prodotti che non avresti comprato comunque: 60 euro.
  • Campioni, spedizioni e un evento ripartito sul mese: 40 euro.

Risultato: da 150 euro “guadagnati” ti restano circa 23 euro. Se poi conti le ore che ci hai messo, il guadagno orario può diventare quasi nullo. Se gli acquisti per restare attivo sono un obbligo, leggi anche la pagina sull’acquisto obbligatorio mensile.

Perché le cifre cambiano così tanto da persona a persona

Nella mia esperienza, la differenza la fanno poche cose, molto concrete:

  • i clienti finali: chi ha persone che comprano i prodotti perché li vogliono ha un’entrata più stabile di chi dipende solo dagli acquisti del gruppo;
  • il tempo: le schede ufficiali mostrano che chi sta in alto ci è arrivato dopo anni, non mesi. Sul tema dei tempi c’è una pagina dedicata: network marketing, dopo quanto si guadagna;
  • il controllo delle spese: due persone con le stesse provvigioni possono avere netti molto diversi;
  • il metodo: chi lavora con contenuti, relazioni e un personal brand costruisce nel tempo, chi manda messaggi a raffica di solito si brucia in fretta.

Se la tua domanda è più ampia, cioè se valga la pena in assoluto, ne parlo in network marketing: si guadagna davvero?. Il quadro generale su come funziona il modello è nella guida al network marketing.

Le domande da fare a chi ti propone l’attività

Prima di firmare, chiedi numeri, non storie. Queste domande bastano a capire molto:

  1. Avete una dichiarazione ufficiale sui guadagni medi e mediani degli incaricati? Posso leggerla?
  2. Quanti incaricati, in percentuale, ricevono provvigioni in un mese tipico?
  3. Le cifre che mi mostri sono lorde o al netto delle spese?
  4. Quanto spendi tu ogni mese per restare attivo e qualificato?
  5. Quanta parte delle vendite va a clienti che non sono incaricati?

Se la risposta è “dipende da te” e basta, senza un solo dato, hai già capito qualcosa.

Cosa fare adesso

Prendi un foglio e scrivi tre colonne: provvigioni che pensi realisticamente di ottenere nei primi mesi, spese previste, tasse. Usa i dati ufficiali che hai letto qui come riferimento, non le promesse della presentazione. Se il netto che ti resta non ti convince, meglio saperlo prima. Per valutare l’opportunità a 360 gradi, scarica la checklist red flag gratuita.

Domande frequenti

Quanto guadagna in media un networker?

Poco, nella maggior parte dei casi. Un'analisi della Federal Trade Commission su 70 dichiarazioni ufficiali ha rilevato che la grande maggioranza dei partecipanti riceve 1.000 dollari o meno all'anno, prima delle spese. Nella scheda Herbalife pubblicata per l'Italia, metà di chi riceve provvigioni supera i 108 euro al mese, ma solo circa un distributore su cinque riceve pagamenti in un mese tipico.

Si può vivere di network marketing?

Alcune persone ci riescono, ma sono una piccola minoranza e di solito dopo diversi anni di lavoro. Nelle dichiarazioni ufficiali di Amway e Herbalife i livelli più alti riguardano circa l'1% dei partecipanti, con anzianità che arrivano a 5-12 anni. Per decidere conviene guardare il risultato tipico, non quello eccezionale.

Le cifre mostrate alle presentazioni sono guadagni netti?

Quasi mai. Spesso si tratta di provvigioni lorde, cioè di quanto paga l'azienda, oppure del volume del gruppo, che non è un guadagno. Da quelle cifre vanno tolte tasse, acquisti per restare attivi, campioni, spedizioni, eventi e strumenti. La FTC ha rilevato che nessuna delle 70 dichiarazioni esaminate mostrava cifre al netto di tutte le spese.

Quante tasse si pagano sulle provvigioni del network marketing?

Per l'incaricato alle vendite a domicilio l'azienda applica una ritenuta del 23% calcolata sul 78% delle provvigioni, quindi circa il 18% dell'importo lordo. La ritenuta è a titolo d'imposta, quindi le provvigioni non si sommano agli altri redditi. Fino a 5.000 euro di reddito annuo l'attività è occasionale; sopra quella soglia arrivano partita IVA e contributi INPS: conviene parlarne con un commercialista.

Ultima revisione: 22 Ottobre 2026

Chi scrive

Gianfranco Grassi

Ho fatto il networker e ho vissuto le difficoltà di cui parlo. Dal 2004 mi occupo di marketing digitale: qui unisco l’esperienza sul campo e gli strumenti online.

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