
Il network marketing è legale in Italia? Leggi e regole
Il network marketing è legale in Italia? Cosa dicono la legge 173/2005 e il D.Lgs. 114/1998, chi è l’incaricato, il tesserino, il Codice del consumo e l’AGCM.
Il network marketing è un modo di vendere prodotti attraverso una rete di persone, pagate a provvigione sulle proprie vendite e su quelle del gruppo che costruiscono. Qui trovi i fondamenti spiegati senza giri di parole: come funziona davvero, cosa dice la legge italiana, dove passa il confine con lo schema piramidale e quali sono i pro e i contro.

Il network marketing è legale in Italia? Cosa dicono la legge 173/2005 e il D.Lgs. 114/1998, chi è l’incaricato, il tesserino, il Codice del consumo e l’AGCM.

Quanto si guadagna con il network marketing? I dati ufficiali di Herbalife, Amway e della FTC, e come passare dalle provvigioni lorde al guadagno netto.
Se sei arrivato qui, probabilmente qualcuno ti ha parlato di una “opportunità”. Oppure ci sei già dentro e ti stai chiedendo se stai facendo la cosa giusta. In entrambi i casi la prima cosa da fare è capire bene di cosa stiamo parlando, senza entusiasmi e senza pregiudizi.
Io il network marketing l’ho fatto. Ho visto amici girarmi la faccia e ho avuto uno sponsor che mi spronava più per i suoi punti che per il mio bene. Per questo su queste pagine trovi una regola sola: prima la verità, poi tutto il resto.
Il network marketing è una forma di vendita diretta: un’azienda non passa dai negozi, ma affida i suoi prodotti a persone indipendenti che li propongono ai clienti finali. In Italia queste persone si chiamano, nella maggior parte dei casi, incaricati alle vendite a domicilio.
La particolarità è la rete. Chi vende può anche presentare l’attività ad altre persone e, se queste entrano, guadagnare una percentuale sul volume di vendite del suo gruppo. Da qui il nome: network, cioè rete. Se vuoi una definizione più completa, con esempi pratici, la trovi in cos’è il network marketing.
Nell’uso comune sì. “Multilevel marketing”, “marketing multilivello” e la sigla MLM indicano lo stesso modello: si guadagna sulle vendite personali e su quelle della propria rete, organizzata su più livelli. Ne parlo in dettaglio nella pagina sul multilevel marketing.
E il networker? È semplicemente la persona che fa questa attività. Se ti interessa il significato della parola e cosa fa concretamente ogni giorno, leggi cosa significa networker.
Ogni network marketing è vendita diretta, ma non ogni vendita diretta è network marketing. Esistono aziende in cui l’incaricato vende e basta, senza costruire una rete: si parla di vendita diretta “monolivello”. Per capire il quadro generale parti da vendita diretta: cos’è, poi approfondisci la differenza tra vendita diretta e network marketing.
Il meccanismo, ridotto all’osso, ha tre elementi: un prodotto, una persona che lo vende e un piano compensi che stabilisce quanto guadagna e su cosa. Tutto il resto sono dettagli, ma i dettagli fanno la differenza tra un’attività sana e una trappola.
Il passaggio da capire bene è il terzo. In un’attività seria il guadagno sul gruppo nasce sempre da prodotti venduti a qualcuno che li usa davvero. La spiegazione passo per passo è in network marketing: come funziona.
Chi sta sopra di te nella rete è la tua upline, chi entra grazie a te forma la tua downline. Le spiego meglio in upline e downline: cosa significa. Per tutte le altre sigle che sentirai alle riunioni c’è il glossario del network marketing.
Quasi tutte le aziende misurano le vendite in punti, spesso chiamati PV (volume personale). Su quei punti si calcolano provvigioni, bonus e qualifiche. Capire cosa sono i PV nel network marketing ti evita molte sorprese.
I piani compensi più diffusi hanno strutture diverse, e ognuna premia comportamenti diversi:
Leggere il piano compensi prima di firmare è uno dei gesti più importanti che puoi fare. Se non lo capisci, chiedi. Se non te lo spiegano con chiarezza, è già una risposta.
Secondo i dati diffusi da Avedisco, l’associazione che riunisce una parte delle aziende di vendita diretta, nel 2023 le aziende associate hanno fatturato complessivamente circa 709 milioni di euro, con circa 364mila incaricati alla vendita. Sono numeri che riguardano solo le associate, non l’intero settore, ma danno un’idea della dimensione.
Dietro quei numeri ci sono soprattutto persone che lo fanno part time, accanto a un altro lavoro. Se vuoi conoscere le aziende presenti in Italia e come confrontarle, c’è la sezione dedicata alle aziende di network marketing in Italia.
Questa è la domanda più importante di tutte, e merita una risposta precisa. In Italia la legge 173 del 2005, all’articolo 5, vieta le strutture di vendita in cui l’incentivo economico principale si basa sul semplice reclutamento di nuove persone, invece che sulla vendita di beni o servizi. Vieta anche “giochi”, piani e catene di Sant’Antonio in cui si guadagna solo facendo entrare altri.
L’articolo 6 della stessa legge elenca gli indizi che fanno presumere una struttura vietata. Li riassumo così:
Anche il Codice del consumo (art. 23, lettera p) considera in ogni caso ingannevole avviare, gestire o promuovere un sistema piramidale, in cui il compenso dipende soprattutto dall’ingresso di altri consumatori e non dalla vendita di prodotti. Su queste pratiche vigila l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).
La domanda da farti è sempre una: se domani nessuno entrasse più nella rete, ci sarebbero ancora clienti che comprano questi prodotti perché li vogliono?
Trovi il confronto completo in differenza tra network marketing e schema piramidale, mentre la parte giuridica è in il network marketing è legale in Italia?. Se temi di essere finito in qualcosa di storto, vai alla sezione su truffe e segnali d’allarme.
Può esserlo, ma non è un posto di lavoro. Non hai uno stipendio, non hai un capo che ti paga a fine mese: guadagni solo su quello che si vende davvero. È un’attività in proprio, con regole precise.
Chi opera come incaricato deve avere il tesserino di riconoscimento previsto dal decreto legislativo 114 del 1998, come richiamato dalla legge 173/2005. L’attività è considerata occasionale finché il reddito annuo che ne deriva non supera i 5.000 euro. Sulle provvigioni l’azienda applica una ritenuta del 23% calcolata sul 78% dell’importo, e oltre i 5.000 euro di reddito annuo scatta l’iscrizione alla gestione separata INPS. I dettagli fiscali, che cambiano da caso a caso, sono nella sezione legge e fisco per networker.
Per capire che tipo di impegno è, leggi networker: che lavoro è e lavorare come networker.
Non esiste un profilo unico. Ci sono situazioni di partenza diverse, ognuna con vantaggi e limiti specifici:
Qui serve onestà assoluta. Non posso dirti quanto guadagnerai, e diffida di chiunque lo faccia. La Federal Trade Commission statunitense, nelle sue linee guida sul multilevel marketing, scrive che la maggior parte dei partecipanti guadagna poco o nulla, e che le promesse di guadagno devono riflettere i risultati tipici, al netto delle spese.
Questo non vuol dire che nessuno guadagni. Vuol dire che il risultato dipende dal prodotto, dal mercato, dal tempo che ci metti e da come lavori. Ne parlo apertamente in quanto si guadagna con il network marketing e in network marketing: si guadagna davvero?. Se invece la tua domanda è più ampia, cioè se il modello regge, c’è il network marketing funziona?.
Come ogni attività, ha lati buoni e lati difficili. Metterli uno accanto all’altro ti aiuta a decidere con la testa, non con l’entusiasmo della prima presentazione.
L’analisi completa, punto per punto, è in network marketing: pro e contro.
La maggior parte delle persone non smette perché il prodotto è cattivo. Smette perché nessuno le ha preparate: aspettative sbagliate, metodi vecchi, solitudine. Ne parlo in perché si fallisce nel network marketing.
La prevenzione migliore è scegliere bene da subito. Prodotti che compreresti anche senza l’attività, piano compensi chiaro, nessun obbligo d’acquisto pesante, uno sponsor che ti forma invece di spingerti. Trovi una checklist in come scegliere un’azienda di network marketing. Quando avrai deciso, la parte pratica su come partire è nella sezione come iniziare nel network marketing.
Leggere è uno dei modi più economici per formarti senza dipendere solo da quello che ti dice la tua upline. Ho raccolto i titoli che ritengo utili, con un parere onesto su ciascuno, in libri consigliati sul network marketing.
Fare network marketing deve essere un piacere. E funziona solo se lo fai nel modo giusto: con un prodotto in cui credi, senza promettere a nessuno soldi facili, usando strumenti moderni come il personal brand, i social e i contenuti invece dei messaggi a raffica. E passando da una mentalità da dipendente a quella di chi guida se stesso.
Se stai valutando, prenditi il tempo per leggere queste pagine. Se ci sei già dentro e sei in difficoltà, sappi una cosa: non sei solo.
È una forma di vendita diretta in cui un'azienda distribuisce i suoi prodotti tramite persone indipendenti, chiamate incaricati. Queste guadagnano una provvigione sulle proprie vendite e, se costruiscono un gruppo, una percentuale sul volume di vendite delle persone che hanno fatto entrare. Il guadagno deve sempre nascere da prodotti venduti a clienti reali.
Sì, il network marketing basato sulla vendita di prodotti è legale ed è regolato dalla legge 173 del 2005 sulla vendita diretta a domicilio. La stessa legge vieta invece le strutture piramidali, in cui si guadagna soprattutto reclutando persone. Anche il Codice del consumo considera ingannevole promuovere un sistema piramidale.
Nel network marketing il guadagno arriva dalla vendita di prodotti a clienti finali. Nello schema piramidale il guadagno dipende soprattutto dall'ingresso di nuove persone e dalle loro quote. Segnali d'allarme sono gli obblighi di acquisto pesanti senza possibilità di reso, le quote d'ingresso senza controprestazione e i corsi obbligatori sproporzionati.
Non esiste una cifra valida per tutti e nessuno può garantirti un guadagno. Secondo la Federal Trade Commission statunitense la maggior parte dei partecipanti guadagna poco o nulla. Il risultato dipende dal prodotto, dal tempo dedicato, dal metodo di lavoro e dalle spese che sostieni, che vanno sempre sottratte.
Non all'inizio. Per la legge 173/2005 l'attività dell'incaricato è considerata occasionale finché il reddito annuo che ne deriva non supera i 5.000 euro. Sulle provvigioni l'azienda applica una ritenuta del 23% sul 78% dell'importo. Oltre la soglia cambiano gli obblighi fiscali e previdenziali, quindi conviene parlarne con un commercialista.
Nell'uso comune sì. Network marketing, multilevel marketing, marketing multilivello e MLM indicano lo stesso modello di vendita diretta, in cui si guadagna sulle vendite personali e su quelle della propria rete organizzata su più livelli. Cambia solo il nome, non il funzionamento.