Nel network marketing le persone non scelgono un'azienda: scelgono te. Il personal branding è il modo per farti conoscere per quello che sai, per come lavori e per i valori che porti, così che siano gli altri a cercarti. Qui trovi come costruirlo passo per passo, senza finzioni e senza sembrare un catalogo.
Per anni il metodo è stato uno solo: contattare quante più persone possibile e sperare che qualcuna dicesse sì. Funzionava poco e consumava molto, soprattutto i rapporti. Oggi c’è un’alternativa più rispettosa e, nel tempo, più efficace: costruire una reputazione che lavori per te.
Lavoro nel marketing digitale dal 2004 e prima ho passato diciotto anni a gestire un’attività nell’ospitalità. In entrambi i mestieri ho visto la stessa cosa: le persone tornano da chi conoscono e di cui si fidano. Il personal branding non è altro che questo, portato online.
Il personal branding è il lavoro con cui rendi riconoscibile la tua persona professionale: chi sei, cosa sai fare, per chi lo fai e perché dovrebbero ascoltarti. Non è un logo, non è una foto ben fatta. È l’idea che le persone si fanno di te quando ti vedono online e quando ti incontrano.
Per capire il concetto in generale, prima di applicarlo al nostro mondo, parti da personal branding: cos’è e come funziona.
Per un networker conta ancora di più, per tre motivi:
Non serve partire con un piano perfetto. Serve partire con chiarezza su poche cose, e poi aggiustare strada facendo. La guida completa è come creare un personal brand; qui ti do la sequenza essenziale.
Il passo che quasi tutti saltano è il secondo. Parlare a tutti significa non essere ricordato da nessuno. Una nicchia può essere un tipo di persona (neo mamme, over 50, sportivi amatoriali), un problema (ripartire dopo un licenziamento) o uno stile di vita. Ti aiuto a individuare la tua in come trovare la propria nicchia.
Guardare esempi concreti aiuta più di mille teorie. Ho raccolto casi di personal branding, dentro e fuori dal network marketing, con quello che si può imparare da ciascuno, in personal branding: esempi.
Chi arriva sul tuo profilo decide in pochi secondi se restare. In quei secondi guarda due cose: la foto e la bio.
Non serve un servizio fotografico costoso. Serve una foto in cui si vede bene il viso, con luce naturale, sfondo semplice e un’espressione che ti somigli. Ti spiego come ottenerla anche con il telefono in foto profilo professionale per i social.
La bio deve rispondere a tre domande: chi sei, chi aiuti, cosa trova qui chi ti segue. Frasi come “libertà finanziaria” o “cerco persone ambiziose” allontanano più di quanto attirino. Trovi esempi pratici e gli errori più comuni in la bio Instagram del networker.
Le persone si collegano alle storie, non alle schede prodotto. La tua storia è il materiale più prezioso che hai: da dove sei partito, cosa ti ha portato qui, cosa hai sbagliato, cosa hai imparato.
Raccontarsi non significa mettere in piazza la propria vita privata. Significa scegliere gli episodi che spiegano chi sei e perché fai quello che fai. Il metodo è in storytelling personale sui social.
Se ti blocchi davanti alla pagina bianca, è normale. Ti propongo una traccia semplice, con domande guida, in come raccontare la propria storia sui social.
Una storia vera e imperfetta convince più di una storia perfetta e inventata. Le persone lo sentono.
L’autenticità è diventata una parola di moda, ma nel network marketing ha un significato molto pratico: non fingere. Niente auto prese in prestito, niente screenshot di guadagni, niente vite da sogno costruite per attirare.
C’è anche un aspetto di regole. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha già sanzionato casi di pubblicità occulta sui social, in base al Codice del consumo, e ha indicato come rendere riconoscibili i contenuti promozionali, per esempio con diciture come #pubblicità o #advertising. Se guadagni sulle vendite di un prodotto di cui parli, dirlo chiaramente è la scelta più corretta e la più credibile. Per i dettagli normativi c’è la pagina sulle pratiche commerciali scorrette sui social, e se proponi integratori o prodotti per il benessere leggi anche i claim salutistici da non scrivere.
Su come essere autentico senza esporti troppo trovi una guida in autenticità sui social.
È una delle domande che ricevo più spesso. Molti networker scelgono di costruire il proprio profilo intorno a un tema e a un valore, e di parlare dell’azienda solo con chi mostra interesse. Altri preferiscono essere espliciti fin da subito.
Entrambe le strade possono funzionare, a una condizione: non nascondere mai la natura commerciale di quello che proponi quando arrivi al dunque. Parlare prima di te e del tuo tema è una strategia; far credere a qualcuno di essere solo un amico disinteressato è un inganno. Ne parlo con esempi in network marketing senza nominare l’azienda.
L’obiettivo finale del personal branding è semplice da dire e lungo da costruire: che le persone pensino a te quando hanno bisogno di qualcosa nel tuo ambito. Non perché le hai rincorse, ma perché nel tempo hai dimostrato di sapere e di essere affidabile.
Ci si arriva con tre ingredienti:
Approfondisco il percorso in come diventare un punto di riferimento online.
Molti networker confondono il proprio profilo con una vetrina dell’azienda. Ma l’azienda ha già il suo brand, i suoi canali, i suoi materiali. Se il tuo profilo è identico a quello di altri cento incaricati, nessuno ha un motivo per scegliere proprio te.
Il tuo personal brand racconta quello che solo tu puoi raccontare: la tua esperienza con il prodotto, il tuo modo di lavorare, le persone che hai aiutato, i valori con cui fai questo mestiere. L’azienda resta sullo sfondo, come il fornitore di cui ti fidi. È una differenza sottile, ma è quella che ti permette di costruire qualcosa che ti appartiene davvero.
Non esiste una scadenza. La fiducia si accumula lentamente, e i primi segnali concreti arrivano quando le persone iniziano a commentare, a farti domande, a scriverti per prime. Per arrivarci serve costanza, non perfezione. Dedica un tempo fisso ogni settimana, anche breve, e proteggilo come un appuntamento di lavoro.
Ci sono abitudini che, in pochi giorni, distruggono la fiducia costruita in mesi:
Se ti riconosci in qualcuno di questi punti, non preoccuparti: ci siamo passati in tanti. Si può ripartire.
Il personal brand è la base. Su quella base si costruiscono gli altri pezzi del lavoro online:
Non devi fare tutto subito. Parti dal profilo, dalla storia e da un tema. Il resto viene dopo, ed è molto più facile quando le persone sanno già chi sei.
È il lavoro con cui un networker si fa conoscere per le proprie competenze, la propria storia e i propri valori, invece che solo per l'azienda che rappresenta. L'obiettivo è che le persone interessate ti trovino e si fidino di te, così da non dover inseguire contatti con messaggi a freddo.
Da tre scelte: chi sei e da dove vieni, a chi vuoi parlare, di quali temi vuoi essere utile. Poi sistemi foto e bio dei profili perché lo dicano in pochi secondi e inizi a pubblicare con regolarità. Meglio pochi contenuti costanti che tanti contenuti a ondate.
Non è obbligatorio farlo in ogni contenuto. Molti networker costruiscono il profilo intorno a un tema e parlano dell'azienda con chi mostra interesse. L'importante è non nascondere mai la natura commerciale della proposta e rendere riconoscibili i contenuti promozionali, come indica l'AGCM per la pubblicità sui social.
Sì, aiuta molto. Parlare a tutti significa non essere ricordato da nessuno. Una nicchia può essere un tipo di persona, un problema o uno stile di vita in cui ti riconosci. Ti permette di creare contenuti più utili e di attirare persone davvero interessate a quello che proponi.
È meglio di no. Mostrare guadagni o stili di vita lussuosi crea aspettative che la maggior parte delle persone non raggiungerà, e la Federal Trade Commission statunitense considera ingannevoli le promesse di guadagno che non riflettono i risultati tipici. Anche le regole pubblicitarie di Meta vietano annunci che promettono di arricchirsi in fretta. Racconta il tuo percorso, non il conto in banca.
Non c'è un tempo fisso. La fiducia si costruisce con costanza, quindi i primi segnali arrivano di solito dopo un periodo di pubblicazione regolare, quando le persone iniziano a commentare, fare domande e scriverti per prime. Dipende dalla nicchia, dalla qualità dei contenuti e dalla tua coerenza.